Incontri di racconti, musiche, culture
Intervista (epistolare) a Sonia Barbosa e Roberto Cardone
Come nasce il progetto per "O Porto a Napoli"?
Lo spettacolo è stato creato nell’ambito di "Per altre terre andrò per altro mare", una rassegna organizzata da Angelo Callipo per il Teatro Comunale di Caserta, la cui tematica era, appunto, la fusione di diverse culture. Approfittando di questa opportunità, abbiamo realizzato un progetto che avevamo già in mente, quello di creare uno spettacolo di radici popolari, dove la recitazione s'incrociasse con la musica eseguita dal vivo.
Come avete realizzato lo sviluppo drammaturgico? A partire da quali materiali? E secondo quale prospettiva è organizzato il montaggio?
Lo spettacolo è stato costruito sulla "forma" del recital, in cui la scelta dei pezzi ha risposto a tre parametri fondamentali: l' origine (portoghese o napoletana), le nostre preferenze estetiche, e la possibilità di creare dei legami interessanti e ricchi di sonorità e contesto tra i pezzi stessi. Ognuno di noi ha fatto una ricerca di materiali della propria cultura (canzoni, testi, racconti, poesie) "cuciti" poi tra loro creando un percorso di suggestioni, atmosfere, accenni di personaggi, legati da una linea poetica comune, la cui intenzione era ed è portare lo spettatore attraverso un viaggio tra il Portogallo e Napoli. I "nostri" Portogallo e Napoli, naturalmente.
Come avete lavorato per arrivare alla mise en espace, a livello di costruzione del rapporto fra i due interpreti e fra i vari personaggi?
All' inizio abbiamo lavorato principalmente sulla parte musicale (è la prima volta che suoniamo e cantiamo insieme), in modo da creare un' amalgama tra suono, voci ed interpretazione. Il lavoro si è basato molto sull' improvvisazione e il gioco teatrale tra i due interpreti, arrivando a queste suggestioni di viaggio, di incontro, di possibile amore tra due stranieri che si ritrovano assolutamente vicini e complici, in un vortice di situazioni diverse ma simili.
A proposito di spazio scenico e rapporto col pubblico: quanto influisce la costruzione dell'atmosfera nella partecipazione dello spettatore? Quali accorgimenti avete adottato per creare un ambiente cosi coinvolgente? Cosa ne pensate di com’è andata a Ubusettete?
Ovviamente in questo spettacolo il rapporto con lo spazio scenico e principalmente con il pubblico, (come sempre nel nostro mestiere, ma in questo caso anche di più) sono fondamentali. Senza questo legame, un filo di respiro ed emozioni fra noi e il pubblico, é difficile che si realizzi l' intento dello spettacolo. La fiamma con cui apriamo è appunto un modo per accendere questa complicità. Insieme all' atmosfera sonora, che subito coinvolge e porta per mano in una dimensione onirica, e al racconto diretto fatto al pubblico (come una nonna ai suoi nipotini intorno al fuoco), abbiamo anche scelto una costruzione luci che favorisse questo incontro tra intimità, sorpresa, comicità e "saudade" (la famosa mailinconia portoghese).
Siamo rimasti molto contenti di come è andato lo spettacolo a Ubusettete. Abbiamo avuto riscontri positivissimi, e pensiamo che sia stata una replica in cui la giusta atmosfera e il giusto scambio tra interpreti e pubblico siano avvenuti, avendo ancora una volta conferma del nostro lavoro dopo il Teatro Comunale di Caserta e "Il Cantiere" di Roma.
Qual è l'oggetto (concreto o concettuale) più importante/significativo dello spettacolo?
La comunione tra "saudade" e "apucundria". L' atmosfera leggera, dolce e coinvolgente.
La comunione tra "saudade" e "apucundria". L' atmosfera leggera, dolce e coinvolgente.
