Un origami per De Sade
Domenica 18 novembre, ore 22.15
Da Roma, Federica Lenzi in: “Il Serpente e la Rosa”
Lo spettacolo Il serpente e la rosa, di cui Federica Lenzi è protagonista nonché regista e autrice, ripercorre la vita di De Sade attraverso gli occhi della moglie Rénee Pélagie.
Donna forte quella che la Lenzi ci presenta sul palco, che è rimasta vicino al marito, il discusso Marchese, per tutto il tempo della prigionia, per poi allontanarsi da lui.
Una scenografia spoglia, un telo nero come sfondo e l’attrice che, a piedi nudi, danza e gioca con un telo, con delle rose, con degli origami.
Una donna chiaramente divisa in due. La Lenzi indossa, infatti, un guanto di pelle e compie movimenti che mettono in contrasto la parte destra e quella sinistra del corpo, proprio a sottolineare lo scontro che vive questa donna combattuta tra l’amore per il marito accusato di crimini scomodi e i valori della borghesia più conservatrice.
Un lungo monologo che unisce le opere di De Sade, il testo di Mishima e Shakespeare recitato con passione e padronanza tecnica che ci fa scoprire una figura controversa come quella di De Sade, e forse anche poco raccontata, sotto un altro aspetto, quello degli occhi di chi lo ha amato veramente: Je ne respire que pour toi, non respiro che per te, scriveva la Pélagie a De Sade durante il carcere.
Domenica 18 novembre, ore 22.15
Da Roma, Federica Lenzi in: “Il Serpente e la Rosa”
Lo spettacolo Il serpente e la rosa, di cui Federica Lenzi è protagonista nonché regista e autrice, ripercorre la vita di De Sade attraverso gli occhi della moglie Rénee Pélagie.
Donna forte quella che la Lenzi ci presenta sul palco, che è rimasta vicino al marito, il discusso Marchese, per tutto il tempo della prigionia, per poi allontanarsi da lui.
Una scenografia spoglia, un telo nero come sfondo e l’attrice che, a piedi nudi, danza e gioca con un telo, con delle rose, con degli origami.
Una donna chiaramente divisa in due. La Lenzi indossa, infatti, un guanto di pelle e compie movimenti che mettono in contrasto la parte destra e quella sinistra del corpo, proprio a sottolineare lo scontro che vive questa donna combattuta tra l’amore per il marito accusato di crimini scomodi e i valori della borghesia più conservatrice.
Un lungo monologo che unisce le opere di De Sade, il testo di Mishima e Shakespeare recitato con passione e padronanza tecnica che ci fa scoprire una figura controversa come quella di De Sade, e forse anche poco raccontata, sotto un altro aspetto, quello degli occhi di chi lo ha amato veramente: Je ne respire que pour toi, non respiro che per te, scriveva la Pélagie a De Sade durante il carcere.
Paola Granato
